"Ho perso tutto, non so più dove è casa mia." Secondo Luigi, quando ci sentiamo profughi il corpo attiva un antico programma di sopravvivenza e trattiene i liquidi. Ritrovare casa dentro di sé permette di lasciarli andare.
La mente è come un iceberg: il conscio in superficie, l'inconscio sommerso. Quando la mente di superficie non ascolta, quella profonda trova un altro interlocutore, il corpo, che manifesta la sofferenza nascosta.
Nel marzo 2020 Luigi rifletteva sul bombardamento mediatico e sulla paura: spegnere la TV, prendersi cura di sé e ricordare che ogni giorno è il primo e l'ultimo.