top of page

DA SOLI O IN COMPAGNIA?

17 set 2019
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 30 set

L'essere umano ha un bisogno atavico di relazionarsi con altri suoi simili, ma questo può causare nel tempo dei rallentamenti nella ricerca.


L'acquisizione di consapevolezza è un percorso PERSONALE e non ci sarà mai un gruppo di persone dove tutti siano allo stesso livello; anzi, il più delle volte si incontra gente di un livello molto basso che usa il potere del gruppo per potersi elevare un po'. Per carità, nulla di sbagliato, anzi, ben vengano certi gruppi, ma il punto è che prima o poi bisogna imparare a non esserne più dipendenti.


Una delle esperienze da fare in questo "piano" è proprio sperimentare la nostra vera individualità (non quella che ci hanno costruito), ma se siamo sempre omologati a qualche tipo di gruppo (qualunque esso sia) la nostra vera individualità non uscirà mai.


Sorvolando sul tragico problema della dipendenza dalle "sette", anche lasciare un semplice gruppo di amanti dei francobolli può essere difficile per molti.


Se il fine è l'intrattenimento, allora non c'è discussione: si continua a condividere il divertimento e quindi ok. Ma se il fine è la Crescita Interiore, bisogna anche imparare a saper dire: "Stop, adesso cammino da solo." Purtroppo nascono legami, amicizie e a volte anche qualcosa di più, specie con il guru di turno, ma se non si è in grado, o meglio, se non si prova quel senso di libertà anche quando ci si allontana da un certo gruppo, allora è giusto ammettere che ne siamo schiavi.


Questo non vuol dire imparare a fare gli eremiti; bisogna invece imparare a centrarsi sul proprio senso di libertà, diventare come una Stella che brilla nel buio. Quando un individuo è centrato può frequentare chiunque e utilizzare eventuali gruppi per lavori che non devono necessariamente vincolarlo.


Se invece si prova un senso di inquietudine, solitudine, malessere e chissà cos'altro nell'allontanarsi da un gruppo, allora è il segnale che c'è qualcosa che non va.


Personalmente riconosco l'importanza del gruppo, nel senso che è molto utile nel fare un certo lavoro che ha un inizio e una fine. Non mi interessa avere adepti, perché è un impegno che mina la mia libertà e la mia riserva energetica; ma soprattutto non c'è soddisfazione più grande che vedere camminare da solo qualcuno che hai seguito: lì capisci che il tuo compito è finito, e si gioisce di questo.


bottom of page