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L’IO INFERIORE E L’IO SUPERIORE


Nella Mundaka Upanishad, si racconta di due uccelli che stavano sui rami di un albero: uno in cima, l’altro più sotto. Il primo è calmo, silenzioso, maestoso, immerso nella sua propria gloria; l’altro, che posa sui rami più bassi, mangiandone i frutti, dolci alcuni ed altri amari, saltella di ramo in ramo, ed è ora felice, ora infelice. Ad un certo momento mangia un frutto particolarmente amaro e si disgusta.

Allora volge lo sguardo in su e scorge l’altro uccello, splendente nelle sue piume dorate, che non mangia frutti, né dolci né amari, non è né felice né infelice, ma è calmo, concentrato in se stesso e non vede nulla all’infuori del suo Io profondo.

Anela allora anche lui a quello stato, ma ben presto se ne dimentica e ricomincia a piluccare i frutti sul ramo. In breve gli capita di inghiottire un altro frutto amarissimo, che lo fa soffrire, e di nuovo volge lo sguardo all’uccello che sta in alto e cerca di avvicinarglisi. Ma poi lo ridimentica, attratto di nuovo dai frutti dolci dell’albero, per poi ravvedersi ancora.

E così continua a perseguire i suoi contrastanti impulsi, finché finalmente avvicinatosi allo stupendo compagno, vede riflessa sul proprio corpo la luminosità delle piume iridescenti dell’altro. Avverte allora un profondo cambiamento interiore, che gli dà la sensazione di fondersi con ciò che lo circonda. Si avvicina ancora di più e gli sembra che tutto si dissolva intorno a lui, finché si rende conto di un meraviglioso fenomeno: l’uccello in basso non era stato, per così dire, che l’ombra, il riflesso dell’altro; era lui stesso il meraviglioso uccello che stava impassibile in alto. L’uccellino continuamente attratto dai frutti dell’albero, che lo rendevano felice quando erano dolci e infelice quando erano amari e che quindi passava con alterna vicenda dal sorriso al pianto, dalla gioia al dolore, non era che un sogno, una chimera.

Il vero uccello era solo quello sul ramo più alto, silenzioso e maestoso, immune dalla sofferenza e dal dolore”.

- Swami Vivekananda




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