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TAROCCHI E DIGIUNO, IL PERCORSO INIZIATICO - Luigi Silvestri

Aggiornamento: 17 gen 2022



"Giorno Zero"

Il nostro Viaggio parte da uno stato necessità, qualcosa dentro di noi ci da una scossa e ci spinge a fare qualcosa fuori dal normale.

Ecco che diventiamo dei Folli o Matti, cioè facciamo qualcosa che va fuori l'ordinario, qualcosa che la gente comune non farebbe mai perché uscire dalla loro famosa zona di confort non è mai tanto piacevole.

Questo archetipo ci ricorda che siamo anime in cammino e che il nostro percorso comincia dal momento che sentiamo la necessità di fare qualcosa fuori dall'ordinario e che come capita sempre all'inizio neanche sappiamo che percorso intraprendere.

Non sappiamo cosa fare ma sappiamo che dobbiamo farlo questo ci fa sembrare un pò matti.




"Primo Giorno"

Ci siamo informati e abbiamo capito che per far si che avvenga un cambiamento in noi dobbiamo sforzarci di eliminare il superfluo: dalla nostra casa, da un armadio, da un cassetto, dal nostro corpo, dalla nostra mente, dal cuore.

Abbiamo capito che per crescere bisogna togliere, non aggiungere.

Quindi come Maghi ci attrezziamo con i nostri strumenti per iniziare il nostro percorso.

Un percorso già fatto da altri che, come navigatori, ci hanno lasciato una mappa con tutte le indicazioni che servono per arrivare alla fine.

Non sarà una passeggiata ma se il nostro impegno è Sincero e non Egoico arriveremo sicuramente alla fine.



"Secondo Giorno"

Esso è rappresentato dall’archetipo della Papessa.

Il Praticante comprende che esiste una conoscenza segreta, che esiste una differenza tra l'Universo Materiale manifesto ed un Universo Spirituale nascosto. Non solo ma comprende in cuor suo che serve un fattore determinante in questo percorso, La Fede.

La Fede non è una cosa logica o mentale, è affidarsi a qualcosa di grande e di indescrivibile, molti lo chiamano Dio e chi comincia a coltivare questo seme abbandona spontaneamente il bisogno di controllo, che ha la mente, su ogni cosa.

Questo archetipo ci ricorda tutto questo fede e conoscenza per andare oltre il velo delle illusioni.



"Terzo Giorno"

Il Terzo archetipo del nostro percorso è rappresentato dall'Imperatrice.

Qui noi portiamo l’attenzione alla Volontà, altra caratteristica fondamentale utile per questo viaggio, che stiamo coltivando.

La Volontà deve essere espressione della nostra Anima e non di uno dei nostri Io che cercano sempre la via di minor resistenza; non a caso il percorso è lungo e impervio, perché fa cadere tutti quei praticanti che si approcciano solo per Ego.

Nell'archetipo tutto viene rappresentato con simboli ben precisi infatti la nostra Anima (l'Imperatrice) attraverso la sua Volontà (lo Scettro) costruisce il suo Impero o meglio la sua immortalità (lo Scudo).

Il nostro obbiettivo non è vivere più a lungo possibile ma diventare Immortali attraverso la cristallizzazione della nostra Anima.




"Quarto Giorno"

Oggi consolidiamo il nostro Potere.

Se siete arrivati qui è assodato che avete il vostro Potere Personale.

A differenza della Papessa, il cui potere è spirituale, oggi consolidate il vostro potere terreno che si estende al mondo materiale, alle persone e alle cose.

Il praticante non si fa più influenzare dalle cose esterne, non è manipolabile e agisce per suo sentire.

Chi ha maturato una grande esperienza di questo archetipo e dominio di Sé è un leader, la sua influenza sugli altri è grande, la sua forza interiore immensa e diventa da esempio per tutte quelle anime che hanno bisogno di una guida.



"Quinto giorno"

l'Archetipo di oggi è dedicato al nostro potere spirituale nel suo aspetto non esoterico, è la Forza della Tradizione e dell'ortodossia.

Il praticante non solo diventa da esempio ma comincia a divulgare agli altri le sue esperienze, i suoi passi lungo il percorso. Infatti questo archetipo rappresenta una persona con funzione di guida o di insegnante che detiene una conoscenza che si è andata formando nel tempo.

La sua funzione non è quella di creare, ma piuttosto quella di trasmettere, spiegare, illuminare.

Difficilmente si trova da solo, perché il senso profondo della sua esistenza si manifesta nel rapporto con i suoi seguaci.




"Sesto Giorno"

L’archetipo di oggi ci ricorda la forza del potere dell'Amore, che sia verso un'altra persona, un'idea, un qualsiasi obiettivo che ci appassiona ma sopratutto per il nostro cammino interiore.

Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri e autentici, pronti a donarci interamente.

In questo modo questa inesauribile energia ci spingerà verso l'alto ed emergerà la parte migliore di noi.

La decisione di abbandonarci all'amore richiede sempre una scelta da parte nostra, la scelta di non cedere alla paura ma seguire ciò che il nostro cuore realmente desidera.

L'insegnamento principale di questo Arcano è dunque che solo attraverso una scelta coraggiosa, che va oltre gli schemi della nostra mente, si giunge alla possibilità della vera Unione con il divino (Yoga).




"Settimo Giorno"

Il Praticante capisce l'importanza fondamentale della Auto-Disciplina, lo sforzo che dedica regolarmente per sintonizzarsi sempre con più costanza alla sua Anima.

La disciplina insegna al praticante non solo ad avere una connessione costante con la sua parte spirituale ma anche perseguire i suoi obbiettivi terreni e ad "aggredire" i problemi della vita con fermezza e pace interiore.

In questo archetipo accade tutto l'opposto di ciò che diceva Gurdjeff nella sua metafora: dove l'Essere Umano è come una Carrozza Malandata. (Corpo), trainata da Cavalli imbizzarriti (Emozioni), guidata da un Cocchiere ubriaco (Mente), mentre il Padrone dorme nella carrozza (Anima)

Nel nostro caso è il Padrone, che da una carrozza ristrutturata, comanda al cocchiere dove andare grazie ai suoi cavalli domati.




"Ottavo Giorno"

Il Praticante prende coscienza che esistono le leggi degli uomini ed esiste ciò che è Giusto.

Una giustizia universale che mantiene l’universo costantemente in Equilibrio.

Per vedere questa Giustizia bisogna andare oltre il concetto il dualità, di Bene e Male; per farlo bisogna centrarsi nel Cuore.

La Giustizia non è ne buona ne cattiva è Giusta; il praticante finalmente comprende che c'è sempre una causa ed un effetto, il che gli fa capire perché si trova in certe situazioni spiacevoli che diventeranno la sua base di lavoro personale.






"Nono Giorno"

Questo archetipo è raffigurato da una persona anziana che ha raggiunto la saggezza attraverso lo studio e la riflessione. Lui non ha desiderio di beni materiali, la sua vita è semplice e solitaria. Si muove lentamente e con prudenza, o addirittura non si muove affatto.

Dal punto di vista materiale è povero, mentre sotto il profilo spirituale ha accumulato nel tempo una enorme ricchezza, e questo lo rende un faro e una guida per chi è pronto ad ascoltarlo.

Che cosa siano pronti a lasciar andare per essere davvero noi stessi?

La nostra vita è come una grossa valigia, zeppa di abiti e oggetti, di parole e immagini, di affetti e sentimenti.

Un giorno dovremo partire, e brameremo con tutte le forze di portarcela dietro, ma non riusciremo a smuoverla di un centimetro. Saremo costretti ad abbandonare tutte le cose a cui teniamo tanto.

Perciò proprio oggi dovremo chiederci: che cosa siamo pronti a lasciar andare? Che cosa siamo disposti a togliere dalla valigia, a cosa possiamo rinunciare?

Sacrificio e rinuncia: sono parole che non ci piacciono. Finché non realizziamo che in quella valigia abbiamo stipato soltanto cose prive di importanza, finché daremo valore solo alle cose terrene.

Il segreto è comprendere che tutto ciò cui gli uomini ordinariamente attribuiscono il massimo valore non significa proprio niente. Polvere che alla prima folata il vento disperderà per sempre.

Un vero praticante vede tutto questo chiaramente, con distacco, e agisce di conseguenza.

Chi riesce a vedere tutto questo allora anche lui è in cammino sulla Via.




"Decimo Giorno"

Questo archetipo rappresenta il Destino, quello che noi piccoli umani pensiamo di controllare.

Se 20anni fa mi avessero detto che sarei diventato un praticante di discipline interiori e per molti sarei stato una guida, gli avrei riso in faccia...

Quindi posso davvero dire che l’ho scelto io il mio destino?

La natura della ruota è quella di girare, essa simboleggia il continuo alternarsi dei cicli di vita, non solo, ma ci ricorda che esiste un equilibrio precario.

Chi assimila questo principio allora questo archetipo è più positivo che negativo, infatti il cambiamento è sempre un’ottima opportunità per chi la sa cogliere.




"Undicesimo Giorno"

Nell’archetipo la Forza viene emanata da un personaggio femminile (anima) che con dolcezza e finezza doma il leone divoratore, simbolo della foga della nostra parte animale.

L’energia dell’animale, quella istintiva che è dentro noi non deve essere soffocata, ma incanalata e utilizzata in modo saggio nella sua grande potenza.

Ciò che è brutale, non deve essere distrutto, ma trasformato.

La Forza va coltivata o come si dice oggi allenata, perciò non dobbiamo vergognarci o preoccuparci se ogni tanto il leone vince, quello che è importante è che ci rialzeremo sempre, fino a quando capiremo che per vincere il leone non serve altra forza brutale ma delicatezza e pace interiore.




"Dodicesimo Giorno"

Non esiste archetipo migliore che possa descrivere la pratica del del digiuno.

Nell’archetipo un uomo si sottopone volontariamente a un processo di iniziazione da cui emergerà trasformato.

Attraverso il sacrificio di sé e il dolore emergerà un nuovo individuo.

Il suo corpo è immobilizzato, e deve accettare tutto ciò che l'universo gli porta: freddo, pioggia, sofferenza.

Attraverso l'accettazione e osservazione egli giungerà a un rinnovamento totale del proprio essere.

Anche se non può agire all'esterno per il periodo della pratica, il suo spirito è libero di lavorare all'interno, su di sé, nel profondo della sua anima.

I soldi che escono dalle tasche o che ha in mano rappresentano i doni che il sacrificio volontario porta con Sè e di solito non sono di questo mondo.

Nessuno ama sacrificarsi per qualcosa che non sia di questo mondo perciò il digiuno “spirituale” è una pratica per pochi.




"Tredicesimo Giorno"

Il Sacrificio (che abbiamo visto con l'appeso) porta al Cambiamento e per far sì che davvero avvenga, quello che c’era prima deve “morire” per trasformarsi in qualcosa di nuovo.

Le discipline spirituali (come il digiuno) servono a questo, attraverso una pratica costante e introspettiva si vanno ad eliminare i vecchi comportamenti che ci portano sempre più in “basso”.

L’archetipo della Morte è forse il più odiato, proprio perché il cambiamento non è tanto apprezzato dalle persone comuni che preferiscono stare tranquille sotto una marea di regole che gli dicano cosa fare, ma chi riesce a sperimentare la Morte, intesa come cambiamento e trasformazione, un po’ per scelta o per destino, sa che questo archetipo è simbolo di Libertà!




"Quattordicesimo Giorno"

Dopo la trasformazione (la morte) c’è il Consolidamento.

Il praticante deve imparare a gestire le sue Energie del suo nuovo “status”.

Nell’archetipo viene raffigurato da questo angelo (anima) che miscela i suoi liquidi tra un anfora e l’altra (controllo delle energie).

È un’attenzione superiore che concerne il totale (o almeno ci si prova) controllo del suo corpo, emozioni e pensieri, quindi un’attenzione non più rivolta solo all’esterno ma sopratutto all’interno.

Quest’attenzione sviluppa la Temperanza, caratteristica di ogni praticante che ogni volta che “cadrà” sa che attraverso la sua pratica tornerà nella sua centratura.

Non esiste un praticante che non abbia Temperanza e la pratica diventa il suo rifugio.




"Quindicesimo Giorno"

Una volta consolidato il cambiamento comincia la vera sfida, rimanere centrati davanti agli "attaccamenti" della vita.

Nell'archetipo tutto questo viene raffigurato da un uomo ed una donna con aspetti "demoniaci" legati alla colonna del Diavolo.

Questo è il mondo della Materia e molte anime (giovani) ne rimangono così invischiate che perdono la loro Luce diventando loro stessi parte di questo mondo.

Un praticante sincero deve riuscire a vedere la differenza tra la sua Luce (che non è di questo mondo), i vari aggregati psichici e materiali che lo compongono e le sue relazioni esterne con cose e persone.

Questo non vuol dire che si debba odiare il piano della Materia dove molte culture spirituali lo identificano come il mondo del diavolo, al contrario, il praticante deve sviluppare un atteggiamento di amore, curiosità e conoscenza col fine di fare esperienza per poi passare oltre dopo il trapasso.

Quindi si può dire che più che il piano del Diavolo è il piano della Madre che con il suo amore ci dona Materia al fine di fare esperienza e crescere.

Tutti quelli che hanno attaccamenti materiali sperimentano la sofferenza, il che è utile per esercitarsi nell'arte del distacco.

Il praticante finalmente vede i suoi attaccamenti attraverso le sue sofferenze e lavora al fine di scioglierle per potenziare sempre di più la sua Luce.

Come disse l'apostolo Giovanni:

Nel mondo ma non del mondo




"Sedicesimo Giorno"

Questo archetipo è dedicato alla contemplazione di tutte le volte che abbiamo "perso" noi stessi.

Tutte quelle volte, che nella nostra vita, abbiamo fatto scelte che non erano in linea con il nostro vero sentire.

Quante volte è capitato?

Quante scelte abbiamo fatto solo per far piacere ad altri, magari per rosicchiare solo un pò di approvazione?

Ecco, quando tutto ciò accade noi perdiamo sempre di più la nostra luce per costruire un torre di Ego.

Quante persone (frustrate) vediamo in giro che se potessero farebbero tutt'altro nella vita?

Oppure quante persone ormai vivono totalmente identificate nel ruolo o nella mansione che svolgono nella quotidianità dimenticandosi chi o cosa erano veramente?

Un sincero praticante di discipline interiori deve valutare costantemente le sue scelte e può succedere che a volte può cadere, ecco uno dei significati di questo archetipo, LA CADUTA, cioè fare qualcosa che va al di fuori il suo vero sentire.

Purtroppo la Libertà ha un prezzo molto alto, si paga in solitudine e chi è "nel percorso" fa fatica ad accettare che certe scelte fatte in coerenza con la propria anima lo porteranno a stare sempre più solo.

Questo archetipo però può anche essere interpretato in altro modo..: La realtà per essere interpretata nel modo giusto, senza filtri, va vista oltre la dualità, raffigurata da i due personaggi che rappresentano i poli opposti (positivo/negativo).

In questo modo crolla l'Ego (la Torre) e con una coscienza superiore (il fulmine) possiamo prendere le nostre decisioni in tutta libertà.




"Diciassettesimo Giorno"

Dopo la “caduta”, che è una eventualità a cui il praticante deve essere preparato, oggi contempliamo l’archetipo delle Stelle, che rappresenta La Speranza!

La speranza di poter sempre ritornare sul proprio cammino.

Molti vivono “la caduta” con rassegnazione pensando che ormai sia troppo tardi rimettersi “in viaggio” interiore, ma questo archetipo ci insegna che, come le stelle siano sempre lì a mostrarci la strada nelle notte più buie, così anche nella vita dobbiamo essere consapevoli che per quanto possiamo deviare dal nostro percorso, non è mai troppo tardi.

Siamo condannati alla beatitudine che ci piaccia oppure no e questo è rappresentato nell’archetipo da una donna che riversa i suoi liquidi in mare, come a rappresentare questa unione finale con l’infinito che ci spetta.




"Diciottesimo Giorno"

Dopo essere caduti (perché si cade, sempre) durante il nostro percorso e rimessi in carreggiata grazie alla “speranza” e alla certezza che le cose possono sempre cambiare, oggi con una comprensione diversa, finalmente, diventiamo consapevoli del nostro Rinnovato Potere Personale.

Questo potere ci da la forza di inoltrarci nei nostri mondi interiori fatti di sogni, desideri e simboli.

Quest'archetipo, la Luna, ci guida nelle profondità infinite del nostro mondo interiore, nel mondo delle immagini della nostra anima.

Un mondo nascosto da un muro nel quale abbiamo eretto la quotidianità della vita e quel bisogno ossessivo di sicurezze che nascono da ancestrali paure interiori.

La Luna ci aiuta a posare lo sguardo nel regno dell’inconscio, a vedere i nostri reali desideri e i nostri abissi più oscuri.

Finalmente il praticante, sicuro di Sé, scende nei suoi inferi per osservarli al fine di conoscersi.

Ma i pericoli sono sempre in agguato; se il praticante non rimane fedele a se stesso rischierà di perdersi nuovamente nelle acque della notte e dell’oblio.

La Luna è il suo unico faro nella notte e più è purificata più potrà riflettere la luce della sua Anima che lo aiuterà a non perdersi nel suo “lato oscuro”.




"Diciannovesimo Giorno"

Dopo aver esplorato i propri abissi, preso coscienza dei propri lati oscuri, dei propri schemi mentali, del cambiamento personale in atto ma sopratutto a non aver paura dell’ignoto, il praticante può finalmente creare un ponte stabile tra il suo sub-conscio (lobo destro del cervello) e la sua parte cosciente (lobo sinistro).

Questo archetipo ci ricorda questa nostra unione interna, rappresentata dalle due figure che danzano sotto il Sole.

Il nostro Sé superiore (il Sole), può finalmente e liberamente manifestarsi nella materia senza i soliti conflitti tra la mente profonda, (creativa, femminile, lobo dx) e quella di superficie (razionale maschile, lobo sx).

Il Praticante comincia una nuova vita, è centrato, non è manipolabile, e la sua radianza illumina tutti.



"Ventesimo Giorno"

Per entrare nel mondo degli “Dei” o “Paradiso” il praticante dovrà essere giudicato; non da qualche divinità o entità mistica, ma semplicemente da Se stesso.

Da precisare che in paradiso non si accede solo una volta trapassati, è uno stato d’Essere.

La giornata di oggi è dedicata all’archetipo del Giudizio (o Angelo) che ci ricorda l’esame di coscienza che tutti dovremmo fare per vedere i nostri “peccati”, intesi come attaccamenti e identificazioni troppo terreni al fine crescere interiormente sempre di più.

La gente comune non affronta mai questo archetipo se non al momento del trapasso quando ormai è troppo tardi rimediare nella vita ormai passata ma pone le basi per quella successiva (si dice, anche se io ho i miei dubbi).

Un vero praticante invece affronta questa “prova” continuamente lavorando di continuo sulla sua perfezione interiore, perciò la giornata di oggi la dedichiamo all’esame della nostra coscienza dove il giudicante libero da pregiudizi osserverà i punti (interiori) dove dovrà ancora lavorare.

Non esistono intermediari, Esiste solo noi stessi!




"Ventunesimo Giorno"

ll racconto del nostro percorso iniziatico finisce qui. Abbiamo visto una mappa, qualcosa di indicativo che possa darci suggerimenti sul nostro percorso di crescita; ma come ben sappiamo la mappa non è il territorio.

Quindi una cosa è sapere le cose un'altra è viverle in prima persona.

Questo è l'errore che fanno tanti ricercatori, studiano tanto potenziando il loro corpo mentale a scapito della vera esperienza reale nella vita.

A che serve sapere una determinata conoscenza se poi non la metto in pratica?

Un tempo si diceva "impara l'arte e mettila da parte", solo che prima le arti avevano una controparte pratica, oggi nell'era della sovra informazione abbiamo trasformato la nostra mente in un "tossico drogato di imput".

Ecco allora il valore di questo Archetipo, IL MONDO.

Tutti ti diranno che è il tarocco finale, che è il ritorno a casa, la fine dell'opera e tante altre cose belle...

Io invece vi dico che questo Archetipo non deve mai farci dimenticare la connessione che un praticante deve avere con la Fonte, rappresentato da una donna (anima) con una candela in mano (il suo fuoco/spirito).

La vera sfida comincia adesso è portare quella luce divina priva di filtri e schemi nella Materia (rappresentata dai quattro elementi o animali intorno alla donna) attraverso le nostre azioni.

Non serve a nulla diventare contorsionisti yoga, anoressici digiunanti, maghi col mantello bello, meditatori esperti se poi non creiamo o meglio non diventiamo noi stessi il cambiamento che vorremmo.

Tutti sono esperti di qualcosa ma il mondo va sempre più a rotoli, il vero lavoro su se stessi deve dare la forza al praticante di cambiare le cose, di AGIRE, e non di RE-AGIRE continuamente al sistema.

Ecco perché la vera saggezza oggi la si trova da quelle persone che hanno scelto di creare un nuovo mondo, quelli che si isolano allineandosi alla natura.

Impariamo con le nostre azioni (sensate) ad Essere quello che veramente siamo e non quello che il sistema vorrebbe.

Buona Pratica

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