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IL VERO GRANDE RESET - Digiuno Preghiera e/o Meditazione | Luigi Silvestri

Volete il vero Reset? Io l'ho sperimentato e purtroppo non accade andando ad una conferenza dei super amati relatori olistici che trovate su YouTube, serve un metodo, tempo e impegno!

In altre parole dovete imparare a Digiunare e a Meditare.


Se andate su google e scrivete la parola “digiuno” vi usciranno una miriade di siti fatti da medici e coach dove vi spiegheranno a livello scientifico i benefici del digiuno. Benefici da un punto di vista:


- terapeutico e salutistico per prevenire le malattie

- dietetico per dimagrire,

- estetico per depurarsi e rigenerarsi.


Forse potreste trovare informazioni sul digiuno usato come mezzo di protesta, con il nome più politico di “sciopero della fame”.


Ma è davvero questa la sua essenza?


Io stesso mi sono approcciato a questa pratica per necessità fisica; stavo male mi informai, come tutti, sui benefici di questa pratica ma poi è successo qualcosa: sono stato fortunato ad incontrare e ad essere seguito da una persona che praticava il digiuno nella sua vera essenza.

(Se sei interessato alla mia storia clicca qui).


Mi sono preso del Tempo solo per me, ho Praticato ed è accaduto quello che mi aspettavo e anche di più. Il digiuno mi aveva davvero guarito, fatto dimagrire e rigenerato il mio corpo, ma la pratica di per sé aveva fatto qualcosa di più: mi ha Svegliato!


Mi sono reso conto che questa pratica, oggi, ha perso il suo vero significato, il problema è che lo si capisce solo praticando.


Il digiuno non è sinonimo di dieta o un'occasione per perdere peso o per rivendicazioni politiche; questi sono utilizzi dell’era moderna.

Il vero digiuno è un'altra cosa, è ritrovare rifugio in se stessi.


Se andiamo a scavare più a fondo, il rapporto dell’uomo moderno con il cibo, oggi, indica ben altro.

Fateci caso, non mangiamo più per nutrirci, i pasti sono più un rito quotidiano che un bisogno fisico se va bene; se va male invece siamo percorsi da un’ansia nevrotica, da un bisogno preoccupante di divorare, di riempirci, di colmare una fame profonda che nessun cibo riesce a colmare.


Ma questo vuoto da colmare da dove arriva? Cos’è che ci spinge ad agire in questo modo?

E il cibo dobbiamo intenderlo solo come alimentazione che introduciamo per bocca o può essere visto anche sotto altre forme?


Ecco il digiuno:

una pratica che ci insegna un rapporto diverso col cibo, e con ogni fonte stimolante per i nostri sensi.

Ci aiuta a comprendere quella necessità fondamentale che cerchiamo ogni giorno di colmare, una fame ed una sete di qualcosa di molto più grande e profondo.


È troppo tardi oggi per riappropriarci della pratica del digiuno nella sua vera essenza?

Assolutamente NO!


Anzi oggi come non mai è necessario riproporre questa disciplina a tutti quei praticanti che vogliono riscoprire sé stessi e che puntano davvero alla connessione con la propria Fonte.


Se ripensiamo al digiuno ai tempi passati vediamo che era una pratica usata da molti uomini come metodo di “ascesi” per andare in paradiso.

Gesù, Buddha, e tutti i grandi Maestri hanno passato periodi di ritiro facendo digiuno e meditazione, perché?



In Italia avevamo un grande digiunatore molto amato: San Francesco.

Pensate un po', lui digiunava per 40 giorni 3 volte l’anno, aveva abbandonato ogni forma di attaccamento materiale abbracciando la povertà come simbolo di connessione con il divino, dimostrando che il regno dei cieli è qui sulla terra ma per viverlo bisognava abbandonare ogni attaccamento materiale.

Non dobbiamo diventare perforza tutti come San Francesco, ma si può vivere una vita piena e libera, consapevoli che il Paradiso non è solo un posto dove andare una volta trapassati ma può anche essere visto come uno Stato d’Essere.


Serve un Metodo.

Se guardate le religioni o i vari percorsi spirituali/evolutivi laici, tutti hanno delle osservanze e restrizioni, questo perché?

Perché l’uomo moderno è ormai pieno di programmi, condizionamenti mentali ed identificazioni che lo portano sempre più lontano dal suo vero Essere, quindi è necessario, all’inizio, seguire dei programmi base che portano il praticante sulla giusta strada de-programmandolo da "app inutili" il più possibile.

Ecco la Meditazione.

Una pratica che come il Digiuno ci aiuta a fare "igiene Mentale".


All’inizio di un percorso tante cose possono sembrare assurde ma solo dopo, solo quando si sperimenta la vera “Connessione” si comprende che tutto quello che si era fatto prima era necessario.

Si potrebbe dire tanto su questo Reset ma sarebbero solo parole al vento perché la vera conoscenza è la Sperimentazione, senza di quella si perde solo tempo in chiacchiere.


Oggi alla fine del mio digiuno terapeutico di 30 giorni di questa quaresima 2021 voglio condividere con voi alcuni punti di ispirazione che mi sono venuti in questo periodo, e che vi siano d'ispirazione per chi vorrà intraprendere questo percorso:


1. Astenersi dal cibo consente al praticante di esercitarsi ad affermare la sua libertà anche rispetto ai suoi bisogni fisici di solito condizionati.


2. Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo fisico facilita la predisposizione interiore ad ascoltare la “Sorgente” e a nutrirsi della sua Energia.


3. Con il digiuno, la preghiera e/o meditazione permettiamo alla nostra anima di venire a saziare la nostra fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e la sete di connessione con il tutto che molti chiamano Dio.


4. Il digiuno svolge la fondamentale funzione di farci sapere qual è la nostra fame, di cosa viviamo, di cosa ci nutriamo, e di ordinare i nostri appetiti intorno a ciò che è veramente importante.


5. Nessuna forma di mortificazione o privazione del corpo può sostituire il digiuno malgrado le sue varietà di forme e gradi:

- digiuno assoluto,

- digiuno ad acqua,

- digiuno a tisane,

- digiuno a tisane e succhi,

- astinenza dalle carni,

- digiuno solo a pane e acqua,

- assunzione di soli cibi vegetali.


6. Il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui viviamo noi e tanti nostri “fratelli”.


7. Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare l’Empatia utile per non chiudere gli occhi davanti alle sofferenze altrui e aiutandoli come meglio possiamo, il prossimo non è più estraneo.


8. Il digiuno è una pratica vera ascetica, perché impiega ogni parte dell’essere dell’individuo: dal corpo fisico a quello emotivo al mentale all'animico. Le pratiche di risveglio attuali invece restano meramente mentali, inquinando sempre di più la mente con altri programmi condizionanti.


9. Il digiuno è un importante arma spirituale per lottare contro ogni eventuale identificazione e attaccamento disordinato a noi stessi.


10. Il digiuno non è una dieta o una moda: la differenza è abissale. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali aiuta il praticante a controllare gli appetiti della sua natura indebolita dal mondo moderno che sfrutta le debolezze più profonde dell’uomo.


11. Con il digiuno impariamo l’abbandono, e la fede in qualcosa di più grande e la mente perde il suo potere di controllo su di noi.


12. Con il digiuno non può mancare la preghiera e/o la meditazione, nostro vero nutrimento quotidiano. Meditazione/Preghiera e Digiuno non saranno più un peso o un dovere, ma piuttosto una celebrazione di bontà e misericordia di Dio verso i suoi figli.


13. Il digiuno si pratica non se ne parla, è un’esperienza da fare nei confronti di sé stessi e nei confronti di Dio.


Colgo l'occasione per ringraziare i miei allievi che hanno partecipato con me a questa quaresima:

Grazie a tutti siete stati dei fantastici compagni di Viaggio.

Un abbraccio di Cuore

Luigi


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