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IL MASSAGGIO E L'ACCORDO

23 dic 2019
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 30 set

Quando senti la parola "massaggio", che cosa ti viene in mente?

Di solito balza alla mente l'immagine di un operatore o di un'operatrice in una SPA, impegnati in qualche manualità su un cliente; se hai una mente un po' più olistica, vedrai la scena con luci soffuse e qualche candela che crea l'atmosfera più rilassante, giusto?

Se hai immaginato questo, non ti preoccupare: è perfettamente normale.


Oggi, specialmente in Occidente, il massaggio è ormai visto come una cosa ordinaria, un semplice momento di relax in cui qualcuno si prende l'impegno di dare un po' di "piacere" temporaneo a un altro individuo, toccandogli il corpo in diverse modalità.


Ma se ci fermassimo un attimo a pensare, o meglio a "sentire", che cosa sia davvero questa "pratica", forse scopriremmo il significato più profondo che c'è dietro.


Se ci limitiamo a concepirci solo come materia, cioè solo come pelle, muscoli, tendini e organi, allora il massaggio sarà solo qualcosa di materiale.

Ci diremo: "Ho un muscolo contratto", "Ho il torcicollo", oppure "Ho bisogno di sciogliere i muscoli".

Va bene, nulla è sbagliato, ma è solo l'inizio.

Chi opera solo a questo primo livello considera tutto ciò una cosa normale, ma c'è sempre una separazione tra cliente e operatore: ci sono due individui che si "toccano" per un fine fisico.


Due corpi, o meglio due individui, possono interagire a livelli molto più profondi del semplice massaggio materiale. In realtà non dovrebbe nemmeno più chiamarsi massaggio, ma non esiste un termine preciso che renda l'idea della profondità della vera pratica: per questo motivo io preferisco usare il termine "Accordo".


Contrariamente a quanto si possa pensare, sono davvero poche le persone nate per curare con l'Accordo. Tutti gli altri sono bravissimi operatori fisioterapici, ma per un vero "accordatore" il massaggio è molto di più, perché riesce ad agire molto più in profondità.


Per un vero "operatore" il cliente non è solo un corpo da aggiustare: è un'anima con cui stabilire un contatto. Non solo: l'operatore stesso non deve andare soltanto oltre il corpo fisico del cliente, ma deve disidentificarsi anche dal proprio corpo fisico. Solo così si potrà andare più in profondità, perché entrambi sono energia: non c'è materia.


Quando due cose materiali si toccano, c'è uno scontro. Quando due energie si toccano, semplicemente si mescolano, si uniscono e si fondono l'una nell'altra. C'è un Accordo, non c'è scontro.

Due corpi fisici sono destinati a scontrarsi, due individui disidentificati dalla materia sono destinati ad accordarsi.

Ecco la bravura di un vero operatore: portare il cliente a una crescita della percezione di sé.

Ogni volta che si tocca il corpo di qualcuno come corpo, e lui stesso si percepisce come corpo, ci sarà una difesa, una contrazione. L'armatura di difesa entrerà in azione in automatico.

Se il tocco viene dal cuore più che dalla mente, allora avverrà la magia.

Ci sono tanti operatori bravissimi nella tecnica che però non riescono ad abbandonare la mente. La tecnica va conosciuta, ma poi dimenticata. Si dovrebbe conoscere la tecnica e poi non preoccuparsene più: si radica nell'inconscio e da lì funziona, e tutto agirà attraverso l'istinto.


Se un operatore comprende tutto questo, capisce l'importanza di mantenersi sempre pulito ed efficiente, perché la sua vibrazione possa aiutare l'altro a salire e far sì che avvenga la vera guarigione.



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