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LA MEDITAZIONE DEL BUDDHA

Dopo aver appreso le tecniche di purificazione fisica, i miei studi si sono riversati tutti sulla purificazione della mente.

Per anni ho fatto ricerche per capire come purificare la mente. Ho studiato psicologia, ipnosi in tutte le forme, psicomotricità e molte altre tecniche, ma notavo che malgrado i buoni risultati a cui si poteva arrivare, non era la soluzione definitiva.

Essendo un praticante di Yoga, già praticavo meditazione ma, ahimè tutti i maestri incontrati fino ad allora e intendo anche gente molto importante all'epoca, non erano davvero a conoscenza della vera pratica meditativa.

Il problema di molti maestri è che prendono per buono tutto quello che gli è stato passato ma senza una seria e non condizionata verifica, commettono continuamente errori di pratica che poi venivano passati da maestro ad allievo, perpetuando un determinato difetto nella pratica.

Questo problema lo avevo identificato anche perché vedevo maestri che praticavano tantissimo ma comunque non mi sembravano tanto "liberi", sopratutto da semi di reazioni banali.

Dovevo fare qualcosa, le avevo provate tutte, ci doveva essere una tecnica nel mondo che potesse aiutare chi volesse praticare seriamente a purificare totalmente la mente.

Mi restava solo una cosa andare direttamente alla fonte, in India.

Lì ho finalmente trovato quello che cercavo: la meditazione Vipassana.

Essa ha le sue radici nelle più antiche tradizioni che risalgono al tempo del Buddha storico, Siddhartha Gautama. Il procedimento di questa tecnica può essere considerato una base per qualsiasi altro genere di meditazione, anche di tipo più avanzato. Va infatti precisato che il termine Meditazione non implica una sola metodologia. Anche nel Buddhismo stesso esiste una vasta pletora di procedimenti.

È importante spiegare qualcosa che non tutti conoscono. Anche se il Buddha storico ha trasmesso varie tecniche meditative e di altro genere, e queste sono entrate a far parte del Buddhismo moderno, connettere la meditazione al buddhismo è sostanzialmente errato.

Siddarta Gautama (il Buddha storico) ha praticato e trasmesso tali tecniche perché a sua volta apprese dalle varie tradizioni spirituali (inclusa quella dello Yoga) acquisite nel suo percorso di ricerca interiore. La Meditazione è uno strumento usato nel Buddhismo, come nello Yoga e in molte altre discipline indiane e asiatiche. Quindi

praticare meditazione non significa quindi
aderire ad una qualsiasi forma di religiosità.

Il testo più importante per la meditazione Vipassana è il “Satipaṭṭhāna Sutta“, che è presente sia nel canone Pāli (una raccolta di scritti buddisti Theravada) che in quello Mahāyāna. Questo sutta fornisce le basi per la pratica della meditazione Vipassana, delineando le quattro fondamenta della stessa:

  • Kāyānupassanā: la contemplazione del corpo.

  • Vedanānupassanā: la contemplazione delle sensazioni o delle sensibilità.

  • Cittānupassanā: la contemplazione della mente.

  • Dhammānupassanā: la contemplazione dei fenomeni.

Il Mahasatipatthana Sutta è una versione estesa del Satipatthana Sutta, che non solo copre le quattro fondamenta della consapevolezza ma entra anche in dettaglio in materia di quattro nobili verità, un’altra dottrina centrale del buddismo. Un altro testo importante è l’Anapanasati Sutta, che dettaglia la pratica della consapevolezza del respiro, un elemento centrale della meditazione Vipassana.


Il periodo in cui la meditazione Vipassana, come concepita nei sutta menzionati, è stata insegnata per la prima volta da Buddha Gautama intorno al V secolo a.C..

Gli insegnamenti furono originariamente trasmessi nell’India settentrionale, in luoghi come Bodhgaya e Sarnath, dove il Buddha tenne i suoi discorsi.

Va precisato che il concetto di “storicità” associato agli insegnamenti orientali e più specificatamente a quelli di coloro che furono considerati grandi Maestri, è sempre molto generico. Nella cultura spirituale di quei popoli, infatti, esiste una visione non accademica del concetto di “Insegnamento”. Esso era fornito sempre attraverso tre distinte aree:

  • Un insegnamento generico, come una sorta di messaggio etico rivolto a tutti.

  • Un insegnamento per coloro che seguivano la via, contenente indicazioni tecniche e filosofiche più approfondite.

  • Un insegnamento diretto a discepoli più vicini al Maestro, con procedimenti e dettami ancora più riservati.

Sebbene la pratica della Vipassana sia fondamentalmente derivata dagli insegnamenti del Buddha come descritti nei sutta, la sua forma moderna ha subito vari adattamenti e modifiche. Tuttavia, rimane centrata sul principio di “vedere le cose come realmente sono”, esplorando profondamente la natura della realtà attraverso la diretta esperienza personale.

I problemi nascono quando i maestri preposti all'insegnamento non hanno mai praticato la pratica originale il che di conseguenza crea errori nel passaggio della tecnica.


LA PRATICA DELLA MEDITAZIONE VIPASSANA


Preparazione

  • Ambiente Tranquillo: È preferibile scegliere un luogo tranquillo e senza distrazioni.

  • Postura: Sedersi in una posizione comoda, mantenendo la schiena dritta, le mani sulle gambe o sul grembo, e il mento leggermente abbassato.

Fasi della Meditazione Vipassana

  1. CONCENTRAZIONE (Samatha)

  • Focalizzazione sul Respiro: Inizia focalizzando l’attenzione sul respiro. Osserva il flusso naturale dell’aria che entra ed esce dalle narici.

  • Consapevolezza del Corpo: Amplia gradualmente la consapevolezza per includere le sensazioni fisiche in tutto il corpo.

  1. OSSERVAZIONE (Vipassana)

  • Osservazione delle Sensazioni: Una volta raggiunto un stato di calma e concentrazione, inizia a osservare le sensazioni nel tuo corpo, sia piacevoli che spiacevoli, senza reagire.

  • Consapevolezza delle Reazioni: Presta attenzione alle reazioni automatiche del tuo corpo alle diverse sensazioni, cercando di mantenere un atteggiamento di distacco e osservazione.

  1. INTROSPEZIONE

  • Osservazione dei Pensieri ed Emozioni: Estendi la tua osservazione ai pensieri ed emozioni che emergono, cercando di non giudicarli o identificarti in essi.

  • Connessione con il Presente: L’obiettivo è restare profondamente ancorati al momento presente, sviluppando un profondo insight della natura transitoria delle esperienze.

Scritta così per chi non ha mai praticato può sembrare una cosa assurda, ma c'è un segreto in questa disciplina, e lo si comprende solo praticando assiduamente, cioè che i nostri programmi di reazione si sciolgono, la mente ritorna serena e diventa un nostro alleato per vivere la vita al meglio.

Ci vuole regolarità: È consigliabile praticare regolarmente, idealmente tutti i giorni, per coltivare una profonda comprensione e una maggiore consapevolezza.

Per chi digiuna deve arrivare a meditare 3 volte al giorno.


Per chi comincia affidatevi ad un maestro, meglio se andate alla fonte.

Io ero il primo che snobbava la meditazione ma quando si comprende il suo valore si scopre che non c'è niente di meglio su questo pianeta ma sopratutto NON C'È TEMPO DA PERDERE!

Buona Pratica


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