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LA PORTA DELL'INFERNO | Luigi Silvestri

Si parla troppo di questa "benedetta" Porta dell'inferno di Rodin. E fino ad adesso ho sentito solo commenti negativi, non solo da parte della gente comune, che ci possono anche stare visto la loro ignoranza, ma anche da grandi esoteristi che girano in rete, mah!


Io sono un Libero Ricercatore e voglio analizzare questa "porta" o meglio questa opera d'arte da un punto di vista diverso da quello che propone la massa, cioè un analisi fatta di pancia, che li fa ragionare come che bambini si agitano davanti a qualcosa di spaventoso.

Un praticante di discipline interiori o se vogliamo chiamarlo un'anima verso la realizzazione spirituale o semplicemente chi vuole scoprire se stesso, sa benissimo che, come Dante Alighieri, la prima tappa che deve fare nella pratica è il viaggio all'inferno.


Ma questo inferno cosa è?

Le religioni, che rappresentano le "elementari" di un percorso (scolastico) spirituale, dicono ai loro fedeli che l'inferno è qualcosa di brutto e mostruoso, un luogo di punizione, dove ci sono diavoli, demoni e chi più ne ha più ne metta. Un luogo da starne ben lontani e se in vita non ci si comporta bene, una volta morti si va in questo luogo oscuro per tutta l'eternità.

Credo che questa favola la conosciamo tutti no?


Se invece analizziamo l'inferno da un punto di vista più razionale, per esempio psicologico, l'inferno non è altro che il nostro inconscio, un luogo dentro di noi che non conosciamo.


Per la visione antica, quella da dove discende anche la psicologia moderna, quella non ancora soffocata dal materialismo di cui siamo quasi tutti schiavi in questo tempo, varcare la porta dell'inferno è entrare dentro Sé stessi, per studiare tutte le CAUSE SOTTERRANEE di tutte le AZIONI che facciamo nella vita.


Dante non mostrò alle persone l'inferno per far uscire i demoni, ma lo mostrò per studiarlo.


Quindi quello che sta avvenendo a Roma non è una cosa negativa, non è che Roma sarà invasa dai diavoli, quelli già ci sono e sono vestiti di bianco, di rosso e di nero e profanano ogni giorno la vera conoscenza di ascesa al divino.


Per non sbagliarsi basta avere un pò di buon senso e portare l'attenzione dentro sé stessi per capire il vero significato di ogni cosa; il fracasso esterno lasciatelo agli altri.

Se ascoltiamo sempre gli altri e osserviamo sempre e solo la realtà esterna è facile perdere la bussola, ma pensiamoci un attimo: se una semplice scultura spaventa così tante persone, ci sarà un motivo?

Perché? Di cosa hanno paura? Di morire?

Ma non siamo forse nati per comprendere l'illusorietà della morte? che non siamo siamo solo un corpo fisico?


Perciò chi si spaventa davanti ad un'opera d'arte, personalmente fa solo tenerezza e tanta compassione.


La vita stessa è impermanente ma si regge su qualcosa che non è passeggero, che è eterno,

la nostra Anima.


Questa Opera, questa Porta, è un invito ad un approfondimento della coscienza e quando una cosa è sconosciuta fa paura; la mente attribuisce a queste parti sconosciute immagini e simboli ben precisi che Dante ci mostra attraverso la sua Divina Commedia.

È un invito ad auto-ripensarci, proprio perché questi tempi bui ci stanno mostrando le nostre paure più profonde.


È un invito ad intraprendere il nostro vero viaggio, quello interiore.


Attraverso il simbolo (la porta) avviene un richiamo molto profondo dentro se stessi.

È un'opera dedicata a Dante e se ci ricordiamo la Divina Commedia egli entrò nell'inferno con Virgilio che oltre ad indicare il Maestro o la Guida, se analizziamo la parola Vir - Gilius, significa: la Virtù del Giglio.

Il Giglio è la purezza, la Vir è forza iniziatica, la potenza, la concentrazione, l'equilibrio, l'energia, la virilità.

Quindi Dante ci sta dicendo che per entrare in quella porta, per guardarsi dentro, bisogna essere

Puri come un Giglio e determinati.


la Porta commemora i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

700 è legato nella cabala al numero 70 che indica il Diavolo, ma non per evocarlo ma per capirlo.


E il diavolo chi è?

Siamo noi stessi! È la nostra parte più profonda quella che tutti non vogliono conoscere per paura.

È quella parte ricca di forze capaci di farci delle pazzie. Lì c'è quello che simbolicamente chiamiamo diavolo. Ma non dimentichiamo che dal momento che diciamo la parola "diavolo" stiamo già vedendo la cosa con "filtri" cattolici cristiani.

Non a caso nei tarocchi il diavolo ha la testa di un capro che domina un uomo ed una donna, egli rappresenta i nostri istinti, sta a significare che è insaziabile, è la forza e la conoscenza della natura che nelle conoscenze antiche veniva rappresentato dal dio Pan.

L'arte, ci da sempre un messaggio.

Un artista non fa nulla a caso, c'è sempre un significato nascosto, Ermetico, ma sopratutto c'è la Motivazione che ha spinto l'artista a realizzarlo.

L'idea di Rodin non era quella di evocare demoni per farli andare in giro per le città a terrorizzare la gente, ma da buon artista e scultore meraviglioso, invitava attraverso le sue opere che l'arte è la via per entrare dentro se stessi.

Il compito di un bravo ricercatore è carpire il significato che c'è dietro.

Se volete davvero fare un lavoro su voi stessi allora andate a visitarla, guardate la porta, stateci molto tempo a visualizzarla, chiudete gli occhi, visualizzate la porta nella vostra mente e attendete cosa esce quando si apre e quello che uscirà saranno i vostri demoni interiori.

Imparate a conoscerli!

Buona Fortuna

luigi






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