TAROCCHI E DIGIUNO, IL PERCORSO INIZIATICO
Aggiornamento: 1 ott

Giorno Zero · Il Matto
Il nostro Viaggio parte da uno stato di necessità: qualcosa dentro di noi ci dà una scossa e ci spinge a fare qualcosa fuori dal normale.
Ecco che diventiamo dei Folli, o Matti: facciamo qualcosa che va oltre l'ordinario, qualcosa che la gente comune non farebbe mai, perché uscire dalla famosa zona di comfort non è mai tanto piacevole.
Questo archetipo ci ricorda che siamo anime in cammino e che il nostro percorso comincia nel momento in cui sentiamo la necessità di fare qualcosa fuori dall'ordinario; e, come capita sempre all'inizio, non sappiamo neanche quale percorso intraprendere.
Non sappiamo che cosa fare, ma sappiamo che dobbiamo farlo: questo ci fa sembrare un po' matti.

Primo Giorno · Il Mago
Ci siamo informati e abbiamo capito che, perché avvenga un cambiamento in noi, dobbiamo sforzarci di eliminare il superfluo: dalla nostra casa, da un armadio, da un cassetto, dal nostro corpo, dalla nostra mente, dal cuore.
Abbiamo capito che per crescere bisogna togliere, non aggiungere.
Quindi, come Maghi, ci attrezziamo con i nostri strumenti per iniziare il percorso.
Un percorso già fatto da altri che, come navigatori, ci hanno lasciato una mappa con tutte le indicazioni che servono per arrivare alla fine.
Non sarà una passeggiata, ma se il nostro impegno è Sincero e non Egoico, arriveremo sicuramente alla fine.

Secondo Giorno · La Papessa
È rappresentato dall'archetipo della Papessa.
Il Praticante comprende che esiste una conoscenza segreta, che c'è una differenza tra l'Universo Materiale manifesto e un Universo Spirituale nascosto. Non solo: comprende in cuor suo che in questo percorso serve un fattore determinante, la Fede.
La Fede non è una cosa logica o mentale: è affidarsi a qualcosa di grande e di indescrivibile, che molti chiamano Dio. Chi comincia a coltivare questo seme abbandona spontaneamente il bisogno di controllo che la mente ha su ogni cosa.
Questo archetipo ci ricorda tutto questo: fede e conoscenza per andare oltre il velo delle illusioni.

Terzo Giorno · L'Imperatrice
Il terzo archetipo del nostro percorso è rappresentato dall'Imperatrice.
Qui portiamo l'attenzione sulla Volontà, un'altra caratteristica fondamentale per questo viaggio, che stiamo coltivando.
La Volontà deve essere espressione della nostra Anima e non di uno dei nostri Io, che cercano sempre la via di minor resistenza. Non a caso il percorso è lungo e impervio: fa cadere tutti quei praticanti che vi si avvicinano solo per Ego.
Nell'archetipo tutto è rappresentato con simboli ben precisi: la nostra Anima (l'Imperatrice), attraverso la sua Volontà (lo Scettro), costruisce il suo Impero, o meglio la sua immortalità (lo Scudo).
Il nostro obiettivo non è vivere il più a lungo possibile, ma diventare Immortali attraverso la cristallizzazione della nostra Anima.

Quarto Giorno · L'Imperatore
Oggi consolidiamo il nostro Potere.
Se siete arrivati fin qui, è assodato che avete il vostro Potere Personale.
A differenza della Papessa, il cui potere è spirituale, oggi consolidate il vostro potere terreno, che si estende al mondo materiale, alle persone e alle cose.
Il praticante non si fa più influenzare dalle cose esterne, non è manipolabile e agisce secondo il proprio sentire.
Chi ha maturato una grande esperienza di questo archetipo e il dominio di Sé è un leader: la sua influenza sugli altri è grande, la sua forza interiore immensa, e diventa un esempio per tutte le anime che hanno bisogno di una guida.

Quinto Giorno · Il Papa
L'archetipo di oggi è dedicato al nostro potere spirituale nel suo aspetto non esoterico: è la Forza della Tradizione e dell'ortodossia.
Il praticante non solo diventa un esempio, ma comincia a condividere con gli altri le sue esperienze, i suoi passi lungo il percorso. Questo archetipo rappresenta infatti una persona con funzione di guida o di insegnante, che detiene una conoscenza formatasi nel tempo.
La sua funzione non è quella di creare, ma piuttosto di trasmettere, spiegare, illuminare.
Difficilmente lo si trova da solo, perché il senso profondo della sua esistenza si manifesta nel rapporto con i suoi seguaci.

Sesto Giorno · Gli Amanti
L'archetipo di oggi ci ricorda la forza del potere dell'Amore, che sia verso un'altra persona, un'idea, un qualsiasi obiettivo che ci appassiona, ma soprattutto verso il nostro cammino interiore.
Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri e autentici, pronti a donarci interamente.
In questo modo questa inesauribile energia ci spingerà verso l'alto e farà emergere la parte migliore di noi.
Abbandonarci all'amore richiede sempre una scelta da parte nostra: la scelta di non cedere alla paura, ma di seguire ciò che il nostro cuore desidera davvero.
L'insegnamento principale di questo Arcano è dunque che solo attraverso una scelta coraggiosa, che va oltre gli schemi della nostra mente, si giunge alla possibilità della vera Unione con il divino (Yoga).

Settimo Giorno · Il Carro
Il Praticante capisce l'importanza fondamentale dell'Auto-Disciplina, lo sforzo che dedica regolarmente per sintonizzarsi con sempre più costanza alla sua Anima.
La disciplina insegna al praticante non solo ad avere una connessione costante con la sua parte spirituale, ma anche a perseguire i suoi obiettivi terreni e ad "aggredire" i problemi della vita con fermezza e pace interiore.
In questo archetipo accade l'esatto opposto di ciò che diceva Gurdjieff nella sua metafora, in cui l'Essere Umano è come una Carrozza malandata (Corpo), trainata da Cavalli imbizzarriti (Emozioni) e guidata da un Cocchiere ubriaco (Mente), mentre il Padrone dorme nella carrozza (Anima).
Nel nostro caso è il Padrone che, da una carrozza ristrutturata, dice al cocchiere dove andare grazie ai suoi cavalli domati.

Ottavo Giorno · La Giustizia
Il Praticante prende coscienza che esistono le leggi degli uomini ed esiste ciò che è Giusto: una giustizia universale che mantiene costantemente l'universo in Equilibrio.
Per vedere questa Giustizia bisogna andare oltre il concetto di dualità, di Bene e Male; e per farlo bisogna centrarsi nel Cuore.
La Giustizia non è né buona né cattiva: è Giusta. Il praticante finalmente comprende che ci sono sempre una causa e un effetto, e questo gli fa capire perché si trova in certe situazioni spiacevoli, che diventeranno la base del suo lavoro personale.

Nono Giorno · L'Eremita
Questo archetipo è raffigurato da una persona anziana che ha raggiunto la saggezza attraverso lo studio e la riflessione. Non desidera beni materiali, la sua vita è semplice e solitaria. Si muove lentamente e con prudenza, o addirittura non si muove affatto.
Dal punto di vista materiale è povero, ma sotto il profilo spirituale ha accumulato nel tempo un'enorme ricchezza, e questo lo rende un faro e una guida per chi è pronto ad ascoltarlo.
Che cosa siamo pronti a lasciar andare per essere davvero noi stessi?
La nostra vita è come una grossa valigia, zeppa di abiti e oggetti, di parole e immagini, di affetti e sentimenti.
Un giorno dovremo partire e vorremo con tutte le forze portarcela dietro, ma non riusciremo a smuoverla di un centimetro. Saremo costretti ad abbandonare tutte le cose a cui teniamo tanto.
Perciò proprio oggi dobbiamo chiederci: che cosa siamo pronti a lasciar andare? Che cosa siamo disposti a togliere dalla valigia, a che cosa possiamo rinunciare?
Sacrificio e rinuncia sono parole che non ci piacciono, e non ci piaceranno finché daremo valore solo alle cose terrene, finché non capiremo che in quella valigia abbiamo stipato soltanto cose prive di importanza.
Il segreto è comprendere che tutto ciò a cui gli uomini di solito attribuiscono il massimo valore non significa proprio niente: polvere che il vento disperderà per sempre alla prima folata.
Un vero praticante vede tutto questo chiaramente, con distacco, e agisce di conseguenza.
Chi riesce a vedere tutto questo è anche lui in cammino sulla Via.

Decimo Giorno · La Fortuna
Questo archetipo rappresenta il Destino, quello che noi piccoli umani pensiamo di controllare.
Se vent'anni fa mi avessero detto che sarei diventato un praticante di discipline interiori e che per molti sarei stato una guida, avrei riso loro in faccia...
Quindi posso davvero dire di aver scelto io il mio destino?
La natura della ruota è girare: simboleggia il continuo alternarsi dei cicli della vita e, non solo, ci ricorda che esiste un equilibrio precario.
Per chi assimila questo principio, l'archetipo è più positivo che negativo: il cambiamento è sempre un'ottima opportunità per chi sa coglierla.

Undicesimo Giorno · La Forza
Nell'archetipo la Forza è emanata da una figura femminile (l'anima) che con dolcezza e finezza doma il leone divoratore, simbolo della foga della nostra parte animale.
L'energia dell'animale, quella istintiva che è dentro di noi, non deve essere soffocata, ma incanalata e utilizzata con saggezza nella sua grande potenza.
Ciò che è brutale non deve essere distrutto, ma trasformato.
La Forza va coltivata, o, come si dice oggi, allenata. Perciò non dobbiamo vergognarci o preoccuparci se ogni tanto il leone vince: l'importante è che ci rialzeremo sempre, finché capiremo che per vincere il leone non serve altra forza brutale, ma delicatezza e pace interiore.

Dodicesimo Giorno · L'Appeso
Non esiste archetipo migliore per descrivere la pratica del digiuno.
Nell'archetipo un uomo si sottopone volontariamente a un processo di iniziazione da cui emergerà trasformato.
Attraverso il sacrificio di sé e il dolore nascerà un nuovo individuo.
Il suo corpo è immobilizzato, e deve accettare tutto ciò che l'universo gli porta: freddo, pioggia, sofferenza.
Attraverso l'accettazione e l'osservazione giungerà a un rinnovamento totale del proprio essere.
Anche se per il periodo della pratica non può agire all'esterno, il suo spirito è libero di lavorare all'interno, su di sé, nel profondo della sua anima.
I soldi che gli escono dalle tasche o che tiene in mano rappresentano i doni che il sacrificio volontario porta con sé, e di solito non sono di questo mondo.
Nessuno ama sacrificarsi per qualcosa che non sia di questo mondo: per questo il digiuno "spirituale" è una pratica per pochi.

Tredicesimo Giorno · La Morte
Il Sacrificio (che abbiamo visto con l'Appeso) porta al Cambiamento, e perché il cambiamento avvenga davvero, ciò che c'era prima deve "morire" per trasformarsi in qualcosa di nuovo.
Le discipline spirituali (come il digiuno) servono a questo: attraverso una pratica costante e introspettiva si eliminano i vecchi comportamenti che ci portano sempre più in "basso".
L'archetipo della Morte è forse il più odiato, proprio perché il cambiamento non piace molto alle persone comuni, che preferiscono stare tranquille sotto una marea di regole che dicano loro che cosa fare. Ma chi riesce a sperimentare la Morte, intesa come cambiamento e trasformazione, un po' per scelta e un po' per destino, sa che questo archetipo è simbolo di Libertà!

Quattordicesimo Giorno · La Temperanza
Dopo la trasformazione (la Morte) arriva il Consolidamento.
Il praticante deve imparare a gestire le Energie del suo nuovo "status".
Nell'archetipo questo è raffigurato da un angelo (l'anima) che versa i suoi liquidi da un'anfora all'altra (il controllo delle energie).
È un'attenzione superiore, che riguarda il controllo totale (o almeno il tentativo) del proprio corpo, delle emozioni e dei pensieri: un'attenzione non più rivolta solo all'esterno, ma soprattutto all'interno.
Quest'attenzione sviluppa la Temperanza, caratteristica di ogni praticante, che sa che ogni volta che "cadrà" tornerà alla sua centratura attraverso la pratica.
Non esiste praticante senza Temperanza, e la pratica diventa il suo rifugio.

Quindicesimo Giorno · Il Diavolo
Una volta consolidato il cambiamento, comincia la vera sfida: rimanere centrati davanti agli "attaccamenti" della vita.
Nell'archetipo tutto questo è raffigurato da un uomo e una donna con aspetti "demoniaci", legati alla colonna del Diavolo.
Questo è il mondo della Materia, e molte anime (giovani) ne rimangono così invischiate da perdere la loro Luce, diventando esse stesse parte di questo mondo.
Un praticante sincero deve riuscire a vedere la differenza tra la sua Luce (che non è di questo mondo), i vari aggregati psichici e materiali che lo compongono e le sue relazioni esterne con cose e persone.
Questo non vuol dire che si debba odiare il piano della Materia, che molte culture spirituali identificano con il mondo del diavolo. Al contrario, il praticante deve sviluppare un atteggiamento di amore, curiosità e conoscenza, con il fine di fare esperienza per poi passare oltre dopo il trapasso.
Quindi, più che il piano del Diavolo, si può dire che è il piano della Madre, che con il suo amore ci dona la Materia per fare esperienza e crescere.
Tutti quelli che hanno attaccamenti materiali sperimentano la sofferenza, e questo è utile per esercitarsi nell'arte del distacco.
Il praticante finalmente vede i suoi attaccamenti attraverso le sue sofferenze, e lavora per scioglierli e potenziare sempre di più la sua Luce.
Come si legge nel Vangelo di Giovanni:
"Nel mondo, ma non del mondo".

Sedicesimo Giorno · La Torre
Questo archetipo è dedicato alla contemplazione di tutte le volte in cui abbiamo "perso" noi stessi.
Tutte le volte in cui, nella nostra vita, abbiamo fatto scelte che non erano in linea con il nostro vero sentire.
Quante volte è capitato?
Quante scelte abbiamo fatto solo per far piacere agli altri, magari per rosicchiare un po' di approvazione?
Ecco, quando accade tutto questo perdiamo sempre di più la nostra luce per costruire una torre di Ego.
Quante persone (frustrate) vediamo in giro che, se potessero, farebbero tutt'altro nella vita?
Oppure, quante persone vivono ormai totalmente identificate con il ruolo o la mansione che svolgono ogni giorno, dimenticandosi chi o che cosa erano veramente?
Un sincero praticante di discipline interiori deve valutare costantemente le sue scelte, e a volte può succedere che cada. Ecco uno dei significati di questo archetipo: LA CADUTA, cioè fare qualcosa che va fuori dal proprio vero sentire.
Purtroppo la Libertà ha un prezzo molto alto, si paga in solitudine, e chi è "nel percorso" fa fatica ad accettare che certe scelte fatte in coerenza con la propria anima lo porteranno a stare sempre più solo.
Questo archetipo però si può anche interpretare in un altro modo: per essere interpretata nel modo giusto, senza filtri, la realtà va vista oltre la dualità, raffigurata dai due personaggi che rappresentano i poli opposti (positivo/negativo).
In questo modo crolla l'Ego (la Torre) e, con una coscienza superiore (il fulmine), possiamo prendere le nostre decisioni in tutta libertà.

Diciassettesimo Giorno · Le Stelle
Dopo la "caduta", un'eventualità a cui il praticante deve essere preparato, oggi contempliamo l'archetipo delle Stelle, che rappresenta la Speranza!
La speranza di poter sempre ritornare sul proprio cammino.
Molti vivono "la caduta" con rassegnazione, pensando che ormai sia troppo tardi per rimettersi "in viaggio" interiormente. Ma questo archetipo ci insegna che, come le stelle sono sempre lì a mostrarci la strada nelle notti più buie, così anche nella vita dobbiamo essere consapevoli che, per quanto possiamo deviare dal nostro percorso, non è mai troppo tardi.
Siamo condannati alla beatitudine, che ci piaccia oppure no, e questo è rappresentato nell'archetipo da una donna che riversa i suoi liquidi in mare, come a rappresentare l'unione finale con l'infinito che ci spetta.

Diciottesimo Giorno · La Luna
Dopo essere caduti durante il nostro percorso (perché si cade, sempre) ed esserci rimessi in carreggiata grazie alla "speranza" e alla certezza che le cose possono sempre cambiare, oggi, con una comprensione diversa, diventiamo finalmente consapevoli del nostro Rinnovato Potere Personale.
Questo potere ci dà la forza di inoltrarci nei nostri mondi interiori, fatti di sogni, desideri e simboli.
Quest'archetipo, la Luna, ci guida nelle profondità infinite del nostro mondo interiore, nel mondo delle immagini della nostra anima.
Un mondo nascosto da un muro, sul quale abbiamo eretto la quotidianità della vita e quel bisogno ossessivo di sicurezze che nasce da ancestrali paure interiori.
La Luna ci aiuta a posare lo sguardo sul regno dell'inconscio, a vedere i nostri desideri reali e i nostri abissi più oscuri.
Finalmente il praticante, sicuro di Sé, scende nei suoi inferi per osservarli e conoscersi.
Ma i pericoli sono sempre in agguato: se il praticante non rimane fedele a se stesso, rischierà di perdersi di nuovo nelle acque della notte e dell'oblio.
La Luna è il suo unico faro nella notte, e più è purificata, più potrà riflettere la luce della sua Anima, che lo aiuterà a non perdersi nel suo "lato oscuro".

Diciannovesimo Giorno · Il Sole
Dopo aver esplorato i propri abissi, preso coscienza dei propri lati oscuri, dei propri schemi mentali e del cambiamento personale in atto, ma soprattutto dopo aver imparato a non avere paura dell'ignoto, il praticante può finalmente creare un ponte stabile tra il suo subconscio (emisfero destro del cervello) e la sua parte cosciente (emisfero sinistro).
Questo archetipo ci ricorda questa unione interiore, rappresentata dalle due figure che danzano sotto il Sole.
Il nostro Sé superiore (il Sole) può finalmente manifestarsi liberamente nella materia, senza i soliti conflitti tra la mente profonda (creativa, femminile, emisfero destro) e quella di superficie (razionale, maschile, emisfero sinistro).
Il Praticante comincia una nuova vita: è centrato, non è manipolabile, e la sua radianza illumina tutti.

Ventesimo Giorno · Il Giudizio
Per entrare nel mondo degli "Dei", o "Paradiso", il praticante dovrà essere giudicato: non da qualche divinità o entità mistica, ma semplicemente da se stesso.
Va precisato che in paradiso non si accede solo una volta trapassati: è uno stato dell'Essere.
La giornata di oggi è dedicata all'archetipo del Giudizio (o dell'Angelo), che ci ricorda l'esame di coscienza che tutti dovremmo fare per vedere i nostri "peccati", intesi come attaccamenti e identificazioni troppo terreni, al fine di crescere interiormente sempre di più.
La gente comune non affronta mai questo archetipo, se non al momento del trapasso, quando ormai è troppo tardi per rimediare nella vita passata; ma così pone le basi per quella successiva (si dice, anche se io ho i miei dubbi).
Un vero praticante, invece, affronta questa "prova" continuamente, lavorando senza sosta sulla sua perfezione interiore. Perciò dedichiamo la giornata di oggi all'esame della nostra coscienza, in cui il giudice, libero da pregiudizi, osserverà i punti (interiori) su cui dovrà ancora lavorare.
Non esistono intermediari: esistiamo solo noi stessi!

Ventunesimo Giorno · Il Mondo
Il racconto del nostro percorso iniziatico finisce qui. Abbiamo visto una mappa, qualcosa di indicativo che possa darci suggerimenti sul nostro percorso di crescita; ma, come ben sappiamo, la mappa non è il territorio.
Una cosa è sapere le cose, un'altra è viverle in prima persona.
Questo è l'errore che fanno tanti ricercatori: studiano tanto, potenziando il loro corpo mentale a scapito della vera esperienza nella vita.
A che serve possedere una conoscenza se poi non la metto in pratica?
Un tempo si diceva "impara l'arte e mettila da parte", solo che allora le arti avevano una controparte pratica; oggi, nell'era della sovrainformazione, abbiamo trasformato la nostra mente in un "tossicodipendente da input".
Ecco allora il valore di questo Archetipo, IL MONDO.
Tutti ti diranno che è il tarocco finale, il ritorno a casa, il compimento dell'opera e tante altre belle cose...
Io invece vi dico che questo Archetipo non deve mai farci dimenticare la connessione che un praticante deve avere con la Fonte, rappresentata da una donna (l'anima) con una candela in mano (il suo fuoco/spirito).
La vera sfida comincia adesso: portare quella luce divina, priva di filtri e schemi, nella Materia (rappresentata dai quattro elementi, o animali, intorno alla donna) attraverso le nostre azioni.
Non serve a nulla diventare contorsionisti dello yoga, anoressici digiunatori, maghi col mantello bello o meditatori esperti, se poi non creiamo, o meglio non diventiamo noi stessi, il cambiamento che vorremmo.
Tutti sono esperti di qualcosa, ma il mondo va sempre più a rotoli. Il vero lavoro su se stessi deve dare al praticante la forza di cambiare le cose, di AGIRE, e non di RE-AGIRE continuamente al sistema.
Ecco perché oggi la vera saggezza la si trova in quelle persone che hanno scelto di creare un nuovo mondo, quelle che si isolano allineandosi alla natura.
Impariamo con le nostre azioni (sensate) a Essere quello che veramente siamo, e non quello che il sistema vorrebbe.
Buona Pratica


